Bruno Contrada morto a 94 anni

È scomparso all’età di 94 anni Bruno Contrada, ex funzionario di polizia e figura di spicco dei servizi segreti italiani. Nel corso della sua carriera arrivò a ricoprire il ruolo di numero tre del SISDE, il servizio segreto civile italiano, durante gli anni più difficili della lotta alla mafia in Sicilia.

La sua vicenda personale e giudiziaria è stata al centro di uno dei casi più complessi della storia giudiziaria italiana, legato all’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Dalla carriera nella polizia ai vertici dei servizi segreti

Nato a Napoli ma trasferitosi a Palermo, Contrada costruì gran parte della sua carriera nel capoluogo siciliano. Nel corso di circa trent’anni di attività investigativa, attraversò tutte le principali tappe della carriera nelle forze dell’ordine.

Partì come semplice funzionario di polizia, fino ad arrivare ai vertici del SISDE (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Democratica), diventando uno dei dirigenti più importanti del servizio segreto interno italiano.

La sua figura è stata spesso collegata ai cosiddetti “misteri siciliani”, un periodo segnato da violenze mafiose, indagini complesse e profonde tensioni istituzionali.

Arresto nel 1992 durante gli anni delle stragi mafiose

Il nome di Bruno Contrada entrò definitivamente nella cronaca giudiziaria il Natale del 1992, lo stesso anno delle stragi mafiose di Palermo.

In quell’occasione venne arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Durante il procedimento giudiziario trascorse:

  • quattro anni e mezzo in carcere
  • tre anni e mezzo agli arresti domiciliari

Inoltre, due anni della pena gli furono successivamente condonati per buona condotta.

Il lungo processo e la condanna definitiva

Il percorso giudiziario fu lungo e complesso.

Nel processo di primo grado, Contrada venne condannato a 10 anni di reclusione. Tuttavia, in seguito, la Corte d’Appello ribaltò la decisione e lo assolse dalle accuse.

La situazione cambiò nuovamente quando la Corte di Cassazione annullò l’assoluzione e ordinò un nuovo processo. Il caso tornò quindi alla Corte d’Appello di Palermo, che il 25 febbraio 2006 confermò la condanna a dieci anni.

La sentenza diventò definitiva nel 2007, e Contrada tornò in carcere, dove rimase fino al 2012, anno in cui terminò di scontare la pena.

La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo

Nel 2015 la vicenda giudiziaria subì un nuovo sviluppo. La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) stabilì che lo Stato italiano dovesse risarcire Bruno Contrada.

Secondo i giudici europei, al momento dei fatti contestati il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non era ancora definito in modo chiaro e prevedibile nel sistema giuridico italiano.

La giurisprudenza che ha definito in modo più preciso questo reato si consolidò infatti solo nel 1994 con la sentenza Demitry, mentre i fatti attribuiti a Contrada risalivano a un periodo precedente.

L’annullamento della condanna nel 2017

Dopo la decisione della Corte europea, la difesa chiese la revisione del processo.

Inizialmente la Corte d’Appello di Palermo dichiarò la richiesta inammissibile. Tuttavia, successivamente, la Corte di Cassazione accolse il ricorso e annullò definitivamente gli effetti penali della condanna.

Nel 2017, quindi, la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa venne revocata, poiché il reato non era formalmente riconosciuto nell’ordinamento italiano nel periodo in cui si sarebbero verificati i fatti contestati.

Conclusione

La morte di Bruno Contrada segna la fine di una delle vicende più controverse della storia giudiziaria italiana. La sua carriera nei servizi di sicurezza e il lungo percorso processuale hanno attraversato decenni cruciali della lotta alla mafia in Sicilia.

Tra condanne, assoluzioni e l’intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo, il caso Contrada ha sollevato importanti questioni giuridiche sulla definizione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa e sul principio di legalità nel diritto penale.

FAQ

Chi era Bruno Contrada?

Bruno Contrada era un ex funzionario di polizia e dirigente dei servizi segreti italiani, arrivato al ruolo di numero tre del SISDE.

Perché fu arrestato nel 1992?

Fu arrestato con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, in relazione ai rapporti con la mafia siciliana.

Quale fu la sua condanna?

Nel 2007 la condanna a 10 anni di carcere divenne definitiva.

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