La storica libreria e casa editrice Hoepli, uno dei simboli culturali di Milano, sta affrontando una fase estremamente delicata della sua storia.
Fondata oltre un secolo e mezzo fa, l’azienda è ora entrata in procedura di liquidazione, una decisione che ha suscitato forti reazioni tra dipendenti, sindacati e parte degli azionisti.
La scelta è arrivata dopo settimane di tensioni interne e proteste dei lavoratori, generando grande preoccupazione per il futuro di una delle realtà editoriali più importanti d’Italia.
La Decisione di Mettere Hoepli in Liquidazione
La casa editrice e libreria milanese Hoepli, fondata 156 anni fa, è stata ufficialmente posta in liquidazione. La decisione è stata presa durante l’Assemblea degli Azionisti, su proposta del Consiglio di Amministrazione, dopo un periodo caratterizzato da forti tensioni interne.
La scelta è stata comunicata poche ore dopo uno sciopero e una protesta organizzata da tutti i dipendenti, che si sono radunati davanti alla sede Hoepli di Milano per denunciare la situazione di totale incertezza che circonda l’azienda.
Il giorno precedente alla decisione, anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, aveva espresso la speranza di trovare una soluzione capace di salvaguardare uno degli “asset” culturali più importanti della città.
Le Ragioni Dietro la Liquidazione
Secondo quanto dichiarato nel comunicato ufficiale dell’Assemblea degli Azionisti del 10 marzo, la scelta di avviare la liquidazione è stata determinata principalmente da due fattori:
- Risultati operativi negativi
- Previsioni poco favorevoli per il mercato editoriale e librario
A questi elementi si è aggiunto anche un grave conflitto interno tra le parti coinvolte nella gestione dell’azienda, che avrebbe ulteriormente complicato la possibilità di trovare una soluzione alternativa.
La gestione della liquidazione è stata affidata all’avvocata Laura Limido, incaricata di guidare il processo con imparzialità e trasparenza.
Il Comunicato dell’Assemblea degli Azionisti
Nel comunicato ufficiale, l’assemblea ha spiegato che la liquidazione volontaria rappresenta attualmente l’unica opzione giuridicamente adeguata per evitare la dispersione del patrimonio aziendale.
L’obiettivo principale della procedura è:
- preservare il valore degli asset della società
- tutelare i diritti di creditori, dipendenti e altre parti coinvolte
- garantire una gestione equilibrata e trasparente del processo
Nel documento viene inoltre sottolineato che il riserbo mantenuto nelle settimane precedenti, nonostante la crescente attenzione dei media sulla situazione aziendale e occupazionale di Hoepli, era necessario per evitare la diffusione prematura di informazioni prima delle decisioni ufficiali degli organi competenti.
L’Opposizione dell’Azionista Giovanni Nava
La decisione di liquidare l’azienda non è stata condivisa da tutti gli azionisti. Giovanni Nava, che possiede una quota del 30% della società, ha espresso forte dissenso.
In una dichiarazione rilasciata dopo l’assemblea, Nava ha affermato di aver votato contro la liquidazione e di ritenere estremamente grave la scelta della maggioranza degli azionisti.
Secondo Nava, la decisione apre la strada alla possibile vendita dell’azienda, anche tramite la divisione in diversi rami o la completa disgregazione.
L’azionista ha inoltre criticato la maggioranza per non aver preso in considerazione la possibilità di affidare il rilancio dell’azienda a una nuova gestione, capace di sviluppare un progetto di rinnovamento.
Nava ha infine dichiarato che continuerà a difendere la casa editrice e la libreria in tutte le sedi legali disponibili, con l’obiettivo di salvaguardare una realtà che rappresenta un pezzo importante della storia culturale italiana e che oggi continua a esistere grazie al lavoro dei 90 dipendenti di Hoepli Spa.
La Reazione dei Sindacati e la Mobilitazione dei Cittadini
La decisione di procedere con la liquidazione ha suscitato forti critiche anche da parte dei sindacati.
La CGIL (Confederazione Generale Italiana del Lavoro) ha denunciato la situazione definendo la liquidazione non solo una resa aziendale, ma anche una scelta che privilegia la rapida risoluzione di dispute familiari interne rispetto al futuro dell’impresa.
Secondo il sindacato, la decisione mette a rischio:
- il lavoro dei 90 dipendenti
- una storica libreria indipendente
- uno dei principali presidi culturali della città di Milano
Per questo motivo la CGIL ha invitato i cittadini a partecipare a un flash mob organizzato sabato alle ore 11 davanti alla libreria Hoepli in Via Hoepli a Milano, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica.
Il messaggio lanciato dal sindacato è chiaro: “La storia di Milano non può essere liquidata.”
Conclusione
La liquidazione della storica casa editrice e libreria Hoepli rappresenta un momento critico non solo per l’azienda, ma anche per il panorama culturale milanese e italiano.
Fondata oltre 150 anni fa, Hoepli ha contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura e dell’editoria nel Paese.
Tra tensioni interne, difficoltà economiche e proteste dei lavoratori, il futuro dell’azienda rimane incerto. Tuttavia, le iniziative di azionisti, sindacati e cittadini dimostrano quanto questa realtà sia ancora considerata un patrimonio culturale da difendere.
Nei prossimi mesi sarà decisivo capire se emergeranno nuove soluzioni capaci di preservare la storica libreria e la sua eredità culturale.
Domande frequenti
Perché Hoepli è stata messa in liquidazione?
La decisione è stata presa a causa di risultati operativi negativi, prospettive sfavorevoli per il mercato editoriale e forti conflitti interni alla società.
Chi gestirà la procedura di liquidazione?
La gestione della liquidazione è stata affidata all’avvocata Laura Limido, incaricata di garantire una procedura imparziale e trasparente.
Quanti dipendenti lavorano in Hoepli?
Attualmente la società conta circa 90 dipendenti, il cui futuro lavorativo è ora incerto.
