Invalidità 2026: Integrazione Minima, Requisiti e Richiesta

Nel 2026 l’assegno ordinario di invalidità contributivo (AOI) introduce importanti novità. Con la Circolare INPS n. 20 del 25 febbraio 2026, l’Istituto ha recepito la sentenza n. 94/2025 della Corte Costituzionale, estendendo finalmente l’integrazione al minimo anche agli assegni di invalidità calcolati esclusivamente con il sistema contributivo.

Questa modifica riguarda in particolare i cosiddetti lavoratori contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, precedentemente esclusi da tale beneficio fino a luglio 2025.

Cos’è l’assegno ordinario di invalidità (AOI)?

L’assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale prevista dalla Legge n. 222 del 12 giugno 1984. È destinato ai lavoratori la cui capacità lavorativa risulta ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisiche o mentali, condizione certificata dalla Commissione medico-legale dell’INPS.

È importante distinguere questa prestazione dalle indennità assistenziali per invalidità civile:

  • l’AOI è una prestazione previdenziale, collegata ai contributi versati;
  • non dipende dalla percentuale di invalidità civile.

L’assegno può essere concesso senza limiti di età e, al raggiungimento dei requisiti pensionistici, si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia.

Requisiti per ottenere l’assegno ordinario di invalidità

Per accedere all’AOI è necessario soddisfare due requisiti fondamentali, uno sanitario e uno contributivo.

Requisito sanitario

La capacità lavorativa deve risultare ridotta a meno di un terzo, accertata dalla Commissione medico-legale dell’INPS.

Requisito contributivo

Il lavoratore deve aver versato:

  • almeno 260 settimane di contributi (pari a 5 anni)
  • di cui 156 settimane negli ultimi 5 anni precedenti alla domanda

Possono richiedere l’assegno:

  • lavoratori dipendenti del settore privato iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria
  • lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri)
  • iscritti alla Gestione Separata INPS

Inoltre è possibile utilizzare la totalizzazione internazionale per chi ha versato contributi anche in Paesi UE o in alcuni Paesi extra UE convenzionati.

Novità 2026: integrazione minima anche per i contributivi puri

Prima della decisione della Corte Costituzionale, l’integrazione al minimo dell’assegno ordinario di invalidità era riconosciuta solo ai lavoratori che avevano versato almeno un contributo prima del 31 dicembre 1995.

I lavoratori entrati nel sistema contributivo dal 1° gennaio 1996, introdotto con la riforma Dini (Legge 335/1995), erano esclusi da questo beneficio.

Con la sentenza n. 94 del 3 luglio 2025, la Corte Costituzionale ha dichiarato questa esclusione illegittima, ritenendo discriminatorio trattare in modo diverso lavoratori con la stessa invalidità solo per la data di inizio dei contributi.

Successivamente la Circolare INPS n. 20/2026 ha stabilito le modalità operative per applicare la nuova norma.

Importo dell’integrazione minima nel 2026

Per il 2026 l’importo minimo stabilito dall’INPS è pari a:

  • 611,85 euro al mese

L’integrazione funziona colmando la differenza tra l’importo calcolato dell’AOI e la soglia minima prevista.

Fasce di reddito previste

Il sistema prevede tre livelli di integrazione:

  • Reddito inferiore a 7.954,05 euro annui → integrazione completa fino a 611,85 € mensili
  • Reddito tra 7.954,05 € e 15.908,10 € annui → integrazione parziale
  • Reddito superiore a 15.908,10 € annui → nessuna integrazione

L’onere economico dell’integrazione è coperto dalla Gestione degli Interventi Assistenziali (GIAS).

Chi può beneficiare della nuova integrazione

Secondo la circolare INPS del 2026, il diritto alla nuova integrazione riguarda:

  • assegni calcolati interamente con sistema contributivo (contributi dal 1996)
  • assegni ottenuti tramite opzione contributiva
  • prestazioni erogate dalla Gestione Separata INPS

La decorrenza ufficiale è fissata al 1° agosto 2025, cioè il primo giorno del mese successivo alla pubblicazione della sentenza nella Gazzetta Ufficiale.

Non sono previsti arretrati per periodi precedenti.

Quando l’integrazione è automatica e quando serve la domanda

L’integrazione può essere riconosciuta automaticamente oppure richiedere una domanda.

Adeguamento automatico

Se l’INPS possiede già dati reddituali aggiornati, l’integrazione viene applicata automaticamente.

Richiesta necessaria

È necessario presentare domanda se:

  • il reddito non è stato aggiornato
  • una richiesta precedente era stata respinta
  • è in corso un ricorso non ancora definito

Come richiedere la ricostituzione reddituale

Se i dati reddituali non risultano aggiornati, il beneficiario deve presentare una domanda di ricostituzione reddituale.

I redditi da dichiarare includono:

  • redditi da lavoro dipendente o autonomo
  • pensioni estere
  • rendite
  • altri redditi soggetti a IRPEF

La richiesta può essere inviata tramite:

  • portale INPS con SPID, CIE o CNS
  • Contact Center INPS
  • patronati autorizzati come ENAC

Rivolgersi a un patronato può facilitare il controllo dei contributi e ridurre il rischio di errori nella domanda.

Cosa succede quando l’AOI diventa pensione di vecchiaia

Quando il beneficiario raggiunge i requisiti pensionistici, l’assegno ordinario di invalidità si trasforma automaticamente in pensione di vecchiaia.

Nel sistema contributivo, per il biennio 2025-2026 valgono due possibili condizioni:

  • 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi con importo pari almeno alla pensione sociale
  • 71 anni di età con almeno 5 anni di contributi effettivi

La pensione di vecchiaia risultante non può ricevere l’integrazione al minimo, ma l’importo non può essere inferiore all’assegno di invalidità percepito prima della conversione (al netto dell’integrazione).

Conclusione

Le modifiche introdotte nel 2026 rappresentano un passo importante verso una maggiore equità nel sistema previdenziale italiano. L’estensione dell’integrazione minima agli assegni ordinari di invalidità calcolati con il sistema contributivo elimina una disparità che penalizzava migliaia di lavoratori.

Grazie alla sentenza della Corte Costituzionale e alle nuove disposizioni dell’INPS, anche i contributivi puri possono ora beneficiare di un sostegno economico adeguato. È quindi fondamentale verificare la propria posizione contributiva e, se necessario, aggiornare i dati reddituali per ottenere correttamente l’integrazione prevista.

Domande frequenti

Chi sono i contributivi puri?

Sono i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, quindi interamente nel sistema contributivo.

Da quando è riconosciuta l’integrazione minima?

L’integrazione è valida dal 1° agosto 2025, senza pagamento di arretrati per periodi precedenti.

L’integrazione viene applicata automaticamente?

Sì, ma solo se l’INPS possiede dati reddituali aggiornati. In caso contrario bisogna presentare domanda.

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