divario salariale tra uomini e donne continua a rappresentare una delle principali sfide nel mondo del lavoro. Secondo un recente rapporto pubblicato da Glassdoor, la differenza retributiva tra i generi tende addirittura a raddoppiare nel corso di una carriera lavorativa di circa 30 anni.
Nonostante anni di dibattiti e iniziative per ridurre questa disparità, i progressi sono stati lenti e irregolari. Nel 2024 la situazione è addirittura peggiorata per il secondo anno consecutivo: le donne hanno guadagnato mediamente 81 centesimi per ogni dollaro percepito dagli uomini, rispetto agli 83 centesimi nel 2023 e agli 84 centesimi nel 2022.
Questo articolo analizza come il divario salariale si sviluppa durante la carriera, perché cresce con il tempo e quali strategie le aziende possono adottare per ridurlo.
Il divario salariale cresce con l’avanzare della carriera
Il report di Glassdoor ha analizzato un vasto database di stipendi per misurare due aspetti principali:
- Divario salariale complessivo tra uomini e donne
- Divario salariale all’interno dello stesso ruolo, ovvero quando donne e uomini svolgono lo stesso lavoro ma ricevono compensi diversi
L’analisi copre un periodo di 30 anni di carriera professionale. I risultati non distinguono tra razza o etnia, sebbene numerosi studi dimostrino che la differenza retributiva sia ancora più marcata per donne afroamericane e latine.
I primi 10 anni di carriera
Durante il primo decennio lavorativo, il divario salariale complessivo aumenta dal 12% al 19%. Nello stesso periodo, la differenza salariale tra uomini e donne che svolgono lo stesso ruolo cresce dallo 0% al 4%.
Secondo Chris Martin, economista senior di Glassdoor, la differenza iniziale del 12% deriva soprattutto da fattori “tra ruoli diversi”. In pratica, uomini e donne tendono a scegliere:
- lavori differenti
- aziende diverse
- aree geografiche differenti
Queste scelte incidono sul livello salariale iniziale.
Inoltre, i settori in cui lavorano prevalentemente le donne sono spesso meno remunerati rispetto a quelli dominati dagli uomini. Alcune ricerche hanno anche dimostrato che quando le donne entrano in massa in una determinata professione, la retribuzione media di quel settore tende a diminuire.
Da 10 a 30 anni di esperienza
Nella seconda fase della carriera, tra 10 e 30 anni di esperienza, il divario salariale complessivo aumenta in modo molto più marcato. Tuttavia, la differenza salariale tra uomini e donne nello stesso ruolo rimane relativamente stabile, intorno al 5%.
Il vero cambiamento riguarda l’evoluzione delle retribuzioni nel tempo. Secondo il report:
- La crescita salariale delle donne tende a fermarsi intorno ai 35 anni
- Gli stipendi degli uomini continuano invece ad aumentare durante i 40 anni
Di conseguenza, dopo 30 anni di carriera, gli uomini guadagnano in media il 25% in più rispetto alle donne.
Perché gli stipendi delle donne si fermano intorno ai 35 anni
Diversi fattori contribuiscono a questa differenza crescente.
La penalizzazione legata alla maternità
Uno dei motivi principali è la cosiddetta “motherhood penalty”, ovvero la penalizzazione economica associata alla maternità. In molte famiglie, le donne assumono una parte maggiore delle responsabilità legate alla cura dei figli.
Questo può ridurre:
- il tempo disponibile per la carriera
- l’energia da dedicare alla crescita professionale
- le opportunità di avanzamento
Tuttavia, il calo della crescita salariale non riguarda solo le madri.
Anche le donne senza figli guadagnano meno
Secondo Martin, anche le donne che non hanno figli registrano un rallentamento dei guadagni intorno ai 35 anni. Inoltre, quando raggiungono i 50 anni, continuano comunque a guadagnare molto meno degli uomini.
Meno promozioni a metà carriera
Durante la fase centrale della carriera, gli uomini hanno maggiori probabilità di ottenere promozioni verso posizioni meglio retribuite. Le donne, invece, avanzano più lentamente.
Questo fenomeno è spesso collegato ai pregiudizi di genere presenti in molte organizzazioni. Secondo Martin, in numerose aziende esiste ancora un limite invisibile alla crescita professionale delle donne, noto come “soffitto di cristallo”.
La rappresentanza femminile nei ruoli dirigenziali
I dati confermano che le donne continuano a essere sottorappresentate nei livelli più alti delle aziende.
Secondo il rapporto Women in the Workplace 2025, realizzato da McKinsey & Company e Lean In:
- solo 93 donne vengono promosse a ruoli manageriali ogni 100 uomini
- le donne occupano circa il 29% delle posizioni di livello C-suite
Inoltre, nella classifica Fortune 500 del 2025, solo l’11% delle aziende è guidato da una CEO donna, anche se si tratta di un record storico.
Una ricerca del 2022 ha evidenziato che, persino quando le donne ricevono valutazioni di performance superiori rispetto ai colleghi uomini, vengono comunque considerate con minore potenziale di avanzamento.
Secondo Jasmine Tucker, vicepresidente della ricerca presso il National Women’s Law Center, questo fenomeno è legato anche al fatto che gli uomini occupano la maggior parte delle posizioni dirigenziali e tendono inconsciamente ad assumere o promuovere persone simili a loro.
Come le aziende possono ridurre il divario salariale
Per affrontare il problema del gender pay gap, le organizzazioni possono adottare diverse strategie concrete.
1. Analisi proattiva dell’equità salariale
Secondo Martin, il primo passo consiste nel condurre analisi regolari sull’equità retributiva. Questo permette di:
- individuare differenze salariali ingiustificate
- correggere i casi in cui le donne sono pagate meno degli uomini nello stesso ruolo
2. Monitorare le opportunità di carriera
I dirigenti dovrebbero analizzare se uomini e donne progrediscono alla stessa velocità all’interno dell’organizzazione. Se emergono differenze significative, è necessario intervenire con politiche interne più inclusive.
3. Maggiore supporto per chi ha responsabilità di cura
Le aziende dovrebbero offrire più supporto ai dipendenti con responsabilità familiari, ad esempio tramite:
- lavoro flessibile
- orari adattabili
- politiche di congedo più inclusive
Senza questo tipo di sostegno, le persone che si occupano della famiglia – spesso donne – rischiano di avanzare più lentamente e avere meno successo professionale.
4. Politiche pubbliche a sostegno dell’uguaglianza
Secondo Tucker, anche le politiche governative hanno un ruolo cruciale. Soluzioni sistemiche come:
- servizi universali di assistenza all’infanzia
- congedi familiari retribuiti
possono contribuire a ridurre la penalizzazione legata alla maternità e creare condizioni più eque nel mercato del lavoro.
Conclusione
Il report di Glassdoor dimostra che il divario salariale di genere non solo persiste, ma tende ad ampliarsi nel corso della carriera.
Mentre le differenze iniziano già nei primi anni di lavoro, diventano molto più evidenti dopo i 35 anni, quando la crescita salariale delle donne rallenta e quella degli uomini continua ad aumentare.
La combinazione di fattori come la penalizzazione della maternità, le minori opportunità di promozione e i pregiudizi di genere contribuisce a mantenere questa disparità.
Per ridurre davvero il gap salariale, è necessario un impegno congiunto da parte di aziende, istituzioni e politiche pubbliche.
Solo creando sistemi di lavoro più inclusivi e sostenibili sarà possibile garantire alle donne pari opportunità di crescita professionale.
Domande frequenti
Cos’è il divario salariale di genere?
Il divario salariale di genere indica la differenza media di retribuzione tra uomini e donne nel mercato del lavoro.
Quanto guadagnano in media le donne rispetto agli uomini?
Nel 2024 le donne hanno guadagnato circa 81 centesimi per ogni dollaro guadagnato dagli uomini.
Quando aumenta maggiormente il divario salariale?
Il divario tende ad ampliarsi soprattutto dopo i 35 anni, quando la crescita salariale delle donne rallenta.